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Il Nostro Territorio

L'area che comprende Terracina, Fondi e Gaeta è un territorio “cuscinetto” in quanto collocato in una posizione strategica. Tanto da essere favorevole dal punto di vista geografico proprio perché, situandosi tra Roma e Napoli, favorisce ogni tipo di collegamento.
Il litorale, basso e piatto per chilometri, diventa dopo Sperlonga più movimentato in quanto i monti Ausoni e Aurunci si spingono fin sul mare. A Gaeta la costa è alta e varia e le spiagge, le calette,
Le piccole baie, che si vedono percorrendo la panoramica S.S. 213 Flacca, sono, in ogni stagione, una piacevole sorpresa.
Florida la pianura che oltre ad essere circoscritta da una varietà di monti che le fanno da corona, è bagnata dal meraviglioso mare Tirreno. Tre i laghi: quello di Fondi, lago Lungo e San Puoto.
I monti Ausoni e Aurunci, la pianura Pontina e di Fondi, sono caratteri geografici e antichità d’insediamento umano che ne fanno un’area completa. L’ambiente collinare è unico per i fatti ed i personaggi che si sono succeduti, i monumenti, il folklore e le usanze, i centri storici.
 
Ci si arriva in aereo, dagli aeroporti di Fiumicino e Ciampino (Roma) e Capodichino (Napoli); in auto, dall’Autostrada del Sole, dalla S.S.7 Appia, dalla S.S.148 Pontina; in treno, dalla “direttissima” Roma-Napoli.
Le spiagge di sabbia fine e dorata con i promontori rocciosi, si alternano secondo un’ affascinante varietà di ambienti. I centri litoranei sono: Terracina, Fondi Lido, Sperlonga, Gaeta. Porti turistici sono presenti a Terracina, Sperlonga, Gaeta.
La fascia collinare-montana supera i 1500 m. nel Monte Semprevisa e nel Monte Petrella. I Comuni nell'entroterra sono: Monte San Biagio, Lenola, Campodimele e Itri.
Presenti aree ambientali organizzate. Tre i parchi regionali: il Parco Regionale della Riviera di Ulisse; il Parco Regionale dei Monti Aurunci; il Parco regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi.
Interessanti le mete culturali, e tra esse: Sperlonga-Grotta di Tiberio; Terracina (Tempio di Giove Anxur, Foro Emiliano); i castelli di Fondi, Itri, Gaeta. Chiese, monumenti e pregevoli opere d'arte in tutte le località.


Un po' di Storia

È opera e dovere della parola, orale e scritta, custodire, conservare e trasmettere i miti della tradizione. Così Omero, Platone, Virgilio utilizzano la narrazione mitica come mezzo efficace di divulgazione dei valori, degli ideali e degli eventi appartenenti alla cultura della civiltà passata. Dalle acque dell’ampio Golfo di Cajeta e Terracina è possibile osservare un esteso territorio che, per la bellezza delle forme e dei riflessi policromi, conferisce all’arcuata distesa del litorale, dal Capo di Miseno fino all’Isola di Circe, la visione di un paese favoloso ed incantato. Si elevano come baluardi tra mare e pianura le catene degli Ausoni e degli Aurunci, la pelasgica Anxur (la romana Terracina) e la regione Ausonia la quale cela nel suo etimo la vita di una umanità legata ai fenomeni naturali del sottosuolo. Tra queste spazia l’immensa pianura di Fondi, ubicata nell’Ager Caecubus, con il Lacus Fundanus o Amyclanus la cui origine etimologica proviene da Amyclae, misteriosa antica città improvvisamente scomparsa a serpentibus deleta. 


Nel giro di pochi chilometri, si passa da spiagge basse con sabbia fine, ad una costa alta più o meno consistente dalla quale si possono osservare panorami incantevoli e vasti come quelli osservabili dalle colline. Il piacevole clima, conosciuto per questa sua peculiarità persino dalla tradizione letteraria e poetica della letteratura latina nella quale lo storico di epoca romana Anneo Floro afferma, non esagerando, che: “Questa regione è la più bella di tutte… nulla di più mite del suo clima… qui ci sono due primavere… niente di più placido del suo mar”. 

La leggenda è ovunque presente con i suoi celebrati eroi. Dal mito di Ercole con la fondazione della città di Fondi, all’astuto greco Ulisse con le sue cruente disavventure e la lotta contro i fantomatici giganti Lestrigoni nonché le magiche arti di Circe, al pio troiano Enea che battezza luoghi con i nomi dei suoi compagni di viaggio, Palinuro e Miseno, e della sua amata nutrice Cajeta. Roma, nel 312 a.C., realizzò la Via Appia dotando la zona di quel tracciato che è rimasto pressoché immutato fino ai nostri giorni. Nel 184 a.C. venne costruita la Via Flacca ampliata negli anni '50 e diventata arteria turistica e commerciale. La zona fu cara all’imperatore Tiberio il quale vi ordinò di costruire la famosa e raffinatissima sua Villa ubicata nel territorio costiero di Sperlonga. Di sicura origine fondana era l’imperatore Galba del quale rimane un presunto sepolcro eretto sulla Via Appia. La leggenda della Montagna Spaccata. Il rilievo non raggiunge i duecento metri di altezza, precipita nel mare di Serapo con verticali alte falesie in più parti spaccate. Panorami marini meravigliosi ed incomparabili; profonde spaccature nella roccia, effetto di fenomeni geologici ai quali la credenza popolare ha legato la morte del Cristo. La leggenda, tuttavia, vuole che le fenditure siano state determinate dal terremoto che immediatamente seguì la morte del Cristo. 


Gastronomia

Da questo scenario unico al mondo non poteva non nascere il gusto delle prelibatezze culinarie
Inesauribile il sapore della cucina marinara e di quella collinare, essa costituisce un’ulteriore ricchezza di tutta l’area. Gli orti sono numerosi e le tante aziende agricole producono primizie di ogni genere.Il carattere marino trova corpo nelle tipiche zuppe di pesce, nei risotti ai frutti di mare, nelle varie qualità ittiche – orate, spigole, mazzancolle, cefali – cucinate in mille modi. Il carattere della cucina collinare, quello più tradizionale, sa di pasta all’uovo, sughi casalinghi, minestre. E ancora, di zuppe di cicorina, pasta e fagioli, gustose frittate con verdure. Non mancano carni saporite e gustose. I vini tipici dell’area erano conosciuti fin dall’epoca degli antichi romani: dal colore rosso rubino e dal sapore asciutto; dal colore giallo paglierino con riflessi verdini, adatto al pesce. 
 

La cucina di derivazione romano-laziale nella sua parte settentrionale, la cucina di derivazione campano-napoletana in quella meridionale. Gli antichi sapori dei piatti legati alla tradizione locale, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, sono giunti fino a noi, tramandati più dalle esperienze generazionali che da dosaggi codificati. Ogni paese conferisce ai propri piatti particolarità anche minime, ma sufficienti a renderli tipici e diversi, nonostante la comune denominazione. La pasta, la buona pasta “fatta in casa” riesce ancora ad essere protagonista. Insieme a odorose salsicce anche affumicate, al coriandolo, dolci o con peperoncino piccante e nient'affatto pesanti. I tozzetti, biscotti duri di mandorla e miele. Pesce, frutti di mare, crostacei, molluschi bolliti, grigliati, in guazzetto, al cartoccio, al forno. Frittura mista, con calamari e gamberi. Per restare nel campo delle delicatezze marine, meritano una citazione particolare gli indimenticabili e ormai proibitissimi o addirittura scomparsi frutti di mare: i dàtteri di mare, le casciolelle, gli sconcigli, i ventagli, i cinci o ricci, dalla scarsa e saporosa polpa, le cozze, coltivate nel Golfo di Gaeta, le piccole vongole veraci, scavate dalla sabbia. 


 
 
Tutto è buono e di indiscussa qualità certificata